IL TERAPISTA OCCUPAZIONALE PER LA PERSONA CON ESITI DI COVID-19

CORSO ECM N° 310433

CORSO GRATUITO PER:  I SOCI AITO (TESSERATI 2020), I TERAPISTI OCCUPAZIONALI NON SOCI AITO CHE SI ICRIVERANNO AD AITO PER L' ANNO 2021 ENTRO IL 31 GENNAIO, GLI STUDENTI DI TERAPIA OCCUPAZIONALE. E I SOCI SIRN

PER CHI NON E' SOCIO AITO e SIRN, IL CORSO E' A PAGAMENTO ED HA UN COSTO DI 30,00 €

4,5 CREDITI ECM 

INIZIO: 8-12-2020

FINE: 8-12-2021


IL TERAPISTA NELL'EMERGENZA COVID 19

Evento ECM N. 302178, 4,5 Crediti ECM per l'anno 2020, accreditato per tutte le professioni. Inizio: 10 agosto 2020 - fine: 31 dicembre 2020.  COSTO: 30,00 € - GRATUITO PER I SOCI AITO E PER GLI STUDENTI DI TERAPIA OCCUPAZIONALE

Da diversi mesi stiamo affrontando un’emergenza. Una minaccia improvvisa, imprevedibile, incontrollabile, invisibile e, fino alla sua comparsa, sconosciuta, ha costretto tutti/e a cambiare le proprie abitudini di vita. Questo crea disorientamento, stati di ansia, agitazione, vissuti depressivi, maggiore rabbia e tensione nelle relazioni. L’incontrollabilità di questa minaccia, ha creato uno stato di allarme costante, in un contesto di isolamento forzato e deprivazione dei contatti sociali reali che fino al giorno prima erano un saldo punto di riferimento.

Tutto questo ha costretto le persone a confrontarsi con le proprie vulnerabilità e i propri limiti, con la malattia e la morte, con le più antiche ferite e recondite paure, amplificate dalla sensazione di impotenza e dall’onnipresente possibilità di ammalarsi, di perdere i propri cari, di perdere la propria autonomia economica. Reazioni emotive, comportamentali, fisiche e relazionali colpiscono buona parte della popolazione. Vi è un’emergenza psichica in relazione al Covid19 ed è importante non sottostimarla, ma darle attenzione, quanto quella sanitaria ed economica.

L’emergenza ha riguardato tutti/e. Il personale sanitario, i pazienti, le loro famiglie e l’intera società stanno da mesi vivendo preoccupati per la salute e la vita proprie e dei propri cari e non si ha certezza di quando finirà questa situazione. I soggetti più colpiti sono quelli con disabilità. Esse subiscono gli effetti di un’informazione e una comunicazione inadeguata, della difficoltà di accesso ai servizi e alle informazioni sulla salute, della mancanza di attenzione o partecipazione alle decisioni che incidono direttamente sulla loro vita, della scarsità di finanziamenti dedicati. In più, le persone con disabilità hanno risentito di maggiore isolamento, dato anche dalle eventuale difficoltà a utilizzare mezzi di comunicazione virtuale, o dall’assenza forzata dei care giver o dei familiari.

I terapisti devono essere consapevoli delle complicazioni a lungo termine indotte dalla situazione emergenziale, come: stati di ansia e agitazione, maggiore disorientamento e affaticamento, complicazione dei sintomi causata da aumento dello stress, regressione dei progressi ottenuti con la terapia, tensione nelle relazioni o chiusura, distorcimento dei processi percettivi, sensoriali e cognitivi.

In questa situazione, il terapista deve fornire informazioni verificate e corrette, infondere tranquillità al paziente e i suoi familiari e/o care giver, mantenere un’attenzione costante alla terapia, consapevole del fatto che quando i pazienti non sono circondati dal sostegno della famiglia e non hanno la sicurezza data dalla consueta routine, il loro recupero può essere notevolmente ridotto. Inoltre, il terapista può dover affrontare il dolore per la rottura del legame affettivo con i pazienti della struttura presso la quale lavora, a causa della morte o dell’impossibilità a portare avanti la terapia. Durante il periodo emergenziale, il terapista affronta questo delicati e complessi compiti insieme alla gestione del proprio stress e alle preoccupazioni per la propria salute e quella dei propri cari, in particolare se convive con bambini e/o persone anziane.

Per evitare che le condizioni dell’emergenza covid19 si tramutino in stress cronico, diventa fondamentale trovare un nuovo linguaggio comunicativo e favorire la costituzione di uno spazio di rilascio emozionale per scaricare le tensioni indotte non solo dalla presenza del virus ma anche dall’osservanza dei protocolli di sicurezza. Questo sia per il paziente che per il terapista.